Berlusconi invita all'omertĂ  sulla mafia... domani smentirĂ : i giornalisti sono degli asini che non sanno comprendere
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    Possibile che non passi giorno senza che Berlusconi aggiunga una perla alla sua collezione di idiozie?

    Mi ha colpito molto la sua frase pronunciata ad un convegno Enac all'aeroporto di Olbia:
    «Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia che ci fanno fare una bella figura lo strozzo».


    E bravo il cavaliere! Di mafia non si parla, meglio l'omertà! Ma il silenzio non è forse un comportamento incentivato dalla mafia? Anzi non è un comportamento indicativo di certa appartenenza all'organizzazione mafiosa?

    Sono certa che ho compreso male... forse non so comprendere bene il senso delle parole... eppure domani mi aspetto, puntuale come la morte, la smentita di Baerlusconi.
    Kilombo e il mistero delle 3 “k”
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    Kilombo è l’antesignano degli aggregatori di sinistra nato in risposta a Tocqueville, nel quale i blogger di sinistra riponevano tante speranze. Il suo nome fu scelto con una democratica votazione fra altri proposti dai padri fondatori. Dei suddetti padri in Kilombo è rimasto soltanto Jaco, il quale è anche il proprietario del dominio (ed forse è per questo che è rimasto), gli altri sono stati epurati o fuggiti alla chetichella. Ma non è questa la ragione del mio post.


    Kilombo è offuscato da un numero non meglio identificato di misteri. Io voglio metterne in luce uno in particolare. Dopo Kilombo un noto troll/fake infiltrato fra i redattori pensò di scimmiottare il lavoro dei padri fondatori creando un sedicente social network di sinistra. Il tale Sir Percy Blakeney scelse per il suo social il nome di Kligg. Fin qui nulla di strano… poi mi è capitato di leggere un post di Lafitte che presentava un nascente aggregatore di sinistra “Karl Marx Platz” adducendo che aveva scelto questo nome per unirlo simbolicamente a Kilombo e Kligg. Testualmente Lafitte scrive: A dire il vero cercavamo un nome che iniziasse con la K come Kilombo e Kligg. Insomma, per farla breve Spb e Lafitte hanno realizzato la macabra sigla del famigerato KKK (Ku Klux Klan) con le iniziali degli aggregatori di sinistra.


    Ora io mi domando e dico: chi ha fortemente voluto legare l’aggregazione di sinistra ad una sigla razzista ed inneggiante alla superiorità della razza bianca? Anzi, chi ha voluto legare il nome di Kilombo al KKK?


    Chi si nasconde dietro questa occulta regia? Chi è che ha interesse a screditare i blogger di sinistra facendoli aggregare sotto la sigla del KKK?






    E come mai uno di questi personaggi usa una fraseologia tipica dell’estrema destra? E’ sufficiente pensare che gli estremi coincidono, oppure c’è un complotto ai danni della blogosfera di sinistra? E’ sicuro per i blogger di sinistra aggregare sulle 3 “K” che rievocano in maniera “sinistra” il famigerato Ku Klux Klan?
    Berlusconi fra pubblico e privato
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    veronicaVi è capitato qualche volta di assistere ad un monologo di Berlusconi sul servizio pubblico nazionale pagato da noi cittadini? A me sì, e l'ho sentito sbraitare contro l'opposizione che violerebbe il suo privato.
    Certamente Berlusconi può trombare con chi vuole, questi non sono fatti nostri, e sono d'accordo con lui, ma... si tratta davvero di vita privata? Oppure Berlusconi, ovvero il mitico "utilizzatore finale" utilizza il pubblico per i suoi privatissimi tornaconti?
    Quante volte mi sono sentita ripetere dagli italidioti che Berlusconi non avrebbe mai rubato perché tanto lui i soldi ce li ha: è l'uomo più ricco d'Italia! E allora perché utilizza i nostri soldi per volare con gli aerei di Stato? Non solo, utilizza i suddetti aerei per portare a spasso il suo chansoniere preferito, un tale Apicella. Con gli aerei di Stato, pagati da noi contribuenti, ci porta a spasso le sue amichette di merenda.
    Poi c'è la questione della Rai. Quante volte avrete sentito sbraitare Berlusconi e i suoi portavoce che è un servizio pubblico? Appunto, è un servizio pubblico pagato anche da me, da gente che la pensa come me e da cittadini che desiderano essere informati su ciò che accade. Io pago il servizio pubblico e pretendo programmi come Annozero, Report, Presa Diretta, Che tempo che fa ecc. Pretendo il Tg3, anzi auspicherei che il Tg1 diventasse davvero servizio pubblico, e non portavoce governativo; che Silvio di Tg lecchini ne ha fin troppi.
    Ma torniano nella camera da letto del premier. E' davvero privata? Certo, lo sarebbe se lui non pagasse le sue amichette (il ciarpame senza pudore) con poltrone parlamentari i cui altissimi stipendi escono dalle nostre tasche. Francamente a me non va di pagare le prostitute al premier. Se le pagasse con i suoi soldi visto che è l'uomo più ricco d'Italia.
    E per concludere grazie a Silvio Berlusconi, il politico ricco che non avrebbe avuto bisogno di rubare, le generazioni future pagheranno un debito pubblico altissimo... ma questo i suoi Tg faziosi non lo diranno mai.
    Non diranno mai che la Tav è costata quattro volte in più della Tav francese. Non diranno mai che nell'affare è coinvolto Impregilo. Lasciamo che a farsi massacrare dalle manganellate delle forse dell'ordine siano sempre i soliti sporchi comunisti, nell'attesa di vederli ballare da soli nelle profondità del Tirreno.

    Berlusconi: lo Stato sono io!
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    «[...] Locke fu il primo a parlare del principio della divisione dei poteri...»
    « Del potere legislativo o del parlamento, del potere giudiziario o dei tribunali e del potere esecutivo o del governo».
    «Questa tripartizione fu introdotta dal filosofo illuminista francese Montesquieu. Locke aveva insistito sulla separazione fra il potere esecutivo e quello legislativo, in modo da evitare la tirannia. Locke fu contemporaneo di Luigi XIV che aveva concentrato tutto il potere nelle sue mani. "Lo Stato sono io", diceva. Era un monarca assoluto e del 'suo'  Stato oggi diremmo che rappresentava una condizione di assenza di diritti. Secondo Locke, per assicurare uno Stato di diritto, erano i rappresentanti del popolo che dovevano legiferare, e al governo, o al re, toccava soltanto il compito di dare attuazione alle leggi». (Jostein Gaarder)


    Un promemoria per il premier Silvio Berlusconi. Il mio invito per lui è che torni a studiare.

    L'invito per gli italiani è di stare attenti e di riflettere sul tentativo di Berlusconi e del suo governo di ripristinare il potere assoluto distruggendo alla radice la divisione dei tre poteri. Il piano di Berlusconi è stato, in parte, già attuato. Il potere legislativo, in Italia, oramai è saldamente nelle mani del governo grazie al Porcellum di Calderoli. Rimane da accorpare il potere giudiziario, ed è sotto gli occhi di tutti l'attacco che Berlusconi sta muovendo per delegittimare la magistratura italiana. Un ultimo passo e Berlusconi sarà un monarca assoluto, grazie alla stupidità e alla cecità degli italiani.
    Aprite gli occhi prima che sia troppo tardi.
    Chiamatela guerra
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    C'è uno stretto rapporto tra segno e significato. La tendenza attuale è quella di svuotare di senso le parole nel tentativo di manipolare le coscienze con un intervento di natura subliminale.
    Da anni si è cominciato a dare un nome diverso a tutto ciò che poteva colpire le sensibilità individuali oppure la dignità di determinate categorie, e la mia domanda è: la forma è in grado di cambiare la sostanza?
    Lascio a voi lettori formulare la risposta, qualunque essa sia, per me, la risposta è no!
    Si è cominciato con i portatori di handicap, guai a chiamarli così! Oggi si chiamano diversamente abili, e lo fa anche chi storce il naso solo a vederli. Si è continuato son lo stesso tenore trasformando le cameriere familiari in "collaboratrici domestiche", gli spazzini in "operatori ecologici", i bidelli in "collaboratori scolastici" e così via...

    Davvero pensavate che l'italiano medio, ammaestrato a questo finto "buonismo" verbale, non avesse bisogno di riformulare il simbolo grafico della guerra?

    Chiamare la guerra "missione di pace" è stata la risposta politica e sociale alla nuova tendenza semantica.
    Non che io sia per lo status quo, anzi, da amante di Chomsky comprendo appieno la vitalità insita nel linguaggio e la sua forza poietica, ma detesto ogni forma di manipolazione che provenga da una qualsiasi autorità esterna, o sedicente tale.

    Ritornando sulla terra e ai gravi fatti che hanno funestato il paese, rinnovo il mio essere contraria alla presenza dei nostri soldati in Afghanistan, ed esprimo il mio dispiacere per le giovani vite stroncate dagli effetti delle manie predatorie.  Finiamola con questa ipocrisia della "missione di pace", finiamola con la favola dell'esportazione della democrazia e dei "diritti". Soltanto un ingenuo può credere a queste fandonie.
    Un esempio per tutti: l'Arabia Saudita. In questo paese le donne sono perseguitate, non hanno accesso all'Università, non possono guidare e vengono lapidate per molti reati tra i quali l'adulterio, anche se hanno subito una violenza sessuale. Eppure poiché il governo fantoccio dell'Arabia è alleato dei predatori occidentali, nessuno mai si è premurato di portare i diritti e di avviare processi di pace.

    PENSARE è diventata l'operazione meno attuata dagli italiani!

    Se volessimo, invece, prendere in esame la scelta dei giovani volontari, io vedo in  tutto questo un processo di americanizzazione, e penso alle polemiche nate intorno alla "sporca guerra" del Vietnam. Allora si puntava l'indice su una verità chiara e lampante: chi andava a morire per l'onore della patria erano gli ultimi, i poveri, gli afroamericani dalla pelle scura oppure gli ispanici, quasi mai i bianchi, a meno che non appartenessero alla cosiddetta "spazzatura bianca".  Io credo che molti giovani volontari (a parte qualche esaltato) siano stati costretti da esigenze finanziarie e vitali a fare scelte di questo tipo, e credo che siano vittime due volte: del sistema e della guerra.

    Riguardo al lutto nazionale, riguardo agli onori riservati a questi caduti, io ricordo che esistono altri caduti che meritano altrettanto rispetto: i caduti sul lavoro, quelli che, in silenzio, costruiscono i nostri ospedali, le nostre strade, che producono il nostro cibo...
    Equipariamo le morti e dedichiamo a tutti lo stesso onore, senza distinguerli in morti di serie A e morti di serie B

    Comunque la pensiate questo è il mio pensiero.


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    Donna, se ti sposi ti licenzio
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    Tempo fa ho incontrato una mia conoscente da poco convolata a nozze. Mi ha raccontato che il suo datore di lavoro, appena saputo della sua volontà di sposarsi, l'ha licenziata su due piedi.
    Ora le domande che io mi pongo sono due.

    • Il matrimonio è una giusta causa di licenziamento?
    • E lo è solo per le donne?

    Perché a me non risulta che i maschi siano licenziati quando annunciano il proprio matrimonio, anzi! Spesso i datori di lavoro spingono per farli "sistemare", così che la loro vita diventi più abitudinaria e di conseguenza più redditizia.
    Insomma per le donne lavoratrici la vita è assai più dura. Devono sempre scegliere tra il lavoro e quindi l'indipendenza economica dal maschio, e la famiglia.
    L'unica oasi di salvezza per le donne, è stata, fino ad ora, il lavoro pubblico. Una donna impiegata nel pubblico è stata sempre tutelata: ha potuto essere indipendente economicamente senza rinunciare alla possibilità di stare con i propri figli.
    Eppure la tendenza, in questi ultimi tempi, nonostante l'allarme giovanile, è quella di adeguare il pubblico al privato, con conseguente sfilza di ingiustizie.
    L'attuale ministra delle Pari Opportunità non si interessa certo di queste tematiche, per non parlare della Gelmini che ha licenziato circa 42mila docenti tra i quali molte donne, e per finire con Brunetta che confonde i diritti con i privilegi.
    Ora i governanti sono tutti presi dalla moda del momento: vendere per buona la favola che la scuola sia un ammortizzatore sociale.
    Questo potrebbe anche essere, ma senza gli ammortizzatori sociali le nuove generazioni cresceranno senza le figure parentali e senza il supporto di adeguati servizi sociali. Le conseguenze si faranno presto vedere. Peccato che alcuni degli attuali governanti non ne pagherà mai le amare conseguenze!

    L'Italia è un paese civile: si licenziano le donne perché si sposano, per giusta causa... complimenti alla nostra classe dirigente, è davvero capace!
    Attacco ai lavoratori da Mussolini a Berlusconi
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    In questo post non scriverò mie riflessioni, ma elencherò alcuni provvedimenti adottati dal fascismo che puntualmente si stanno verificando in questi anni di pieno regime berlusconiano. Non ci sarà alcun bisogno di fare paragoni, tanto è forte l'analogia. Voglio soltanto ricordare i nomi dei ministri che stanno attaccando a più riprese la dignità dei lavoratori italiani, statali e non, garantendo diritti solo agli industriali, ai banchieri e alle lobby potenti: Tremonti, Brunetta e Gelmini.


    Il 25 gennaio del 1923, per rappresaglia politica contro i partecipanti allo sciopero antifascista furono licenziati 36mila ferrovieri accusati di scarso rendimento (ndr. i fannulloni di Brunetta).
    L'8 febbraio il governo fascista procede alla privatizzazione della compagnia statale dei telefoni. Allo Stato rimarranno solo le telefonate a lunga distanza. Il 10 marzo l'orario di lavoro è ridotto a 8 ore quotidiane con una riduzione del salario del 10%
    Il 15 marzo il gran consiglio fascista vara l'ordine del giorno per la formazione delle corporazioni sindacali. Il 20 viene abolito il monopolio statale sulle assicurazioni sulla vita.
    Il 19 aprile viene soppressa la festività del Primo Maggio sostituita dal Natale di Roma. Il 27 dello stesso mese è approvata la riforma della scuola di Giovanni Gentile che parifica le scuole private a quelle pubbliche favorendo di fatto le scuole confessionali ed introducendo l'insegnamento della religione cattolica anche in quelle pubbliche. Il 12 novembre il gran consiglio fascista riconosce la Federazione italiana dei sindacati agricoli fondata dai fascisti nel '22
    Il 19 dicembre sotto il patrocinio dello stesso Mussolini, si stabilisce un accordo di contatto permanente tra le corporazioni fasciste e la Confindustria per "armonizzare la propria azione con le direttive del governo nazionale".
    Il 20 febbraio del 1924 l'associazione degli agrari fascisti si fonde con la Confagricoltura.
    Il 14 giugno1925 l'agenzia Stefani preannuncia "la battaglia del grano" per il rilancio dell'agricoltura che comincia il 24 luglio con... il ripristino del dazio sul raccolto (ndr. ricordate la fantomatiche tasse che Berlusconi avrebbe eliminato? Voi ne sapete qualcosa? Quali tasse avrebbe eliminato il governo Berlusconi?)
    Il 19 giugno la Camera approva una legge per l'epurazione della burocrazia da funzionari non allineati con il regime (ndr. qualcosa di molto simile alla guerra  ai  dipendenti pubblici "fannulloni" di Brunetta e della Gelmini).
    Il 18 agosto la Fiat firma un accordo con le commissioni interne per un aumento salariale, ma i fascisti costringono i membri delle commissioni interne a dimettersi. Il 2 ottobre tutte le commissioni interne di fabbrica sono sciolte e soltanto la Confindustria e le corporazioni possono trattare questioni di lavoro. (ndr. il governo Berlusconi sta lavorando alacremente per mettere fuori uso i sindacati e i patronati, le manovre in tal senso sono già cominciate, celate, ovviamente, dietro la pretesa di tagliare i costi) Il 12 novembre la Confindustria accetta di essere definita fascista. Il 27 diventa obbligatorio il saluto fascista romano nelle amministrazioni pubbliche. Il 4 febbraio del 1926 il sindaco eletto viene sostituito dal podestà nominato dal prefetto.
    Il 3 aprile una legge sull'organizzazione sindacale vieta gli scioperi e le agitazioni (ndr. il governo Berlusconi ha spesso minacciato in tal senso...) Entra in vigore il 1 luglio.
    Il 7 settembre il sistema bancario viene posto sotto il controllo della Banca d'Italia.

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