Montalto di Castro: diritto allo stupro
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    Il blog è chiuso, ma certe volte non riesco proprio a tenere le mie dita lontano dalla tastiera. C’è un episodio che mi ha inquietato e non poco: parto da lontano per arrivare vicino.

     

    Noi siamo gli occidentali evoluti portatori di una sana cultura superiore. Noi siamo quelli che ci scandalizziamo se le adultere vengono lapidate anche in caso di violenza sessuale subita. Noi siamo quelli che esportiamo i diritti delle donne facendo il verso ad Oriana Fallaci. Noi siamo quelli che mandiamo a morte i nostri giovani perché in Afghanistan mai più le donne debbano indossare il burqa. Noi siamo quelli che un ministro delle pari opportunità, per salvaguardare i nostri superiori valori occidentali, vieta il burqa in classe. Noi siamo migliori, perché le donne hanno raggiunto la parità!

     

    Siamo tanto migliori che un intero paese capitanato da un sindaco piddino (ed io non difendo mai le persone per la loro fede politica ma le giudico per ciò che scrivono, ciò che dicono e ciò che fanno) si sono schierati dalla parte di un gruppo di “presunti” giovani stupratori aggredendo la giovanissima vittima con parole offensive ed umilianti. Per gli abitanti di Montalto di Castro la colpevole della violenza è la vittima e i processi, non si fanno nelle aule del tribunale, ma sommariamente in piazza, dove le persone che la pensano diversamente vengono allontanate con mezzi poco ortodossi facendo ricorso alla violenza verbale e fisica. Ho assistito per caso alla diretta tv di canale 5 “Domenica 5” condotta da Barbara D’Urso, insieme al giornalista Carlo Galeotti e mi sono profondamente vergognata di questo paese. Persino le donne inveivano contro la giovanissima vittima, colpevole di indossare una minigonna! Roba da far rabbrividire e da catapultare la sedicente civilissima Italia nell’oscurantismo medievale.

     

     

     

    Le offese e gli insulti rivolti dai montaltesi a questa donna, alla giovane violentata e a sua madre sono veramente irripetibili, ma danno un’idea chiara del perché poi il presidente di Telefono rosa abbia pubblicamente affermato “ non vorrei che per tutelare la sicurezza delle donne si dovesse arrivare a boicottare il turismo verso Montalto luogo non sicuro per loro”. Il dato maggiormente preoccupante, tra i tanti emersi dallo squallore di quanto accaduto domenica, è il risentimento, il rancore e la rabbia violenta che parte del paese ha dimostrato di nutrire, al contrario di ogni logica e di ogni principio etico, nei confronti di una ragazza, all’epoca dei fatti minorenne.

     

     

     

    Il tocco di genio, la classica ciliegina sulla torta, intorno a tutta la vicenda, l’ha messa, però, il sindaco Salvatore Carai che pur di difendere i concittadini presunti colpevoli di stupro, ha avuto l’ardire di pronunciare queste nefaste e vergognose parole: "Dalle nostre parti le uniche bestie sono gli immigrati rumeni. Loro sì che lo stupro l'hanno nel sangue".

     

    Anche io, dal mio modestissimo blog, chiedo a gran voce le dimissioni del sindaco per il suo frasario dall’alto contenuto razzista.

    Vi segnalo due iniziative, l’una dell’Aduc che invita tutti a scrivere al Sindaco di Montalto di Castro, e al Partito Democratico che lo ha candidato; l’altra fa capo a Lara Cardella (autrice di “Volevo i pantaloni”)che ha aperto un gruppo su face book per chiederne le dimissioni.