Smascherati i responsabili
Kilombo è in affanno. I commenti rilasciati nel mio precedente post ne sono la conferma, ma Kilombo è anche molto amato e c’è un forte interesse a tenerlo in vita. Io non credo che sia irrecuperabile, anzi, dopo le rivelazioni che emergeranno in questo post, sarà più chiaro che, con le dovute cautele, Kilombo potrà rinascere. Gli antefatti sono questi. Un mio post, che non conteneva nulla di censurabile, è stato inspiegabilmente cancellato da Kligg. Un solerte amministratore, tale Mario Franciosa mi avvisava che era stato oscurato dietro segnalazione. I modi di fare del Franciosa, e le risposte che mi ha fornito via e-mail, mi sono sembrati troppo simili a quelli di Spb, redattore di Kilombo. A questo punto io e WebLogin ci siamo attivati per fare delle ricerche. Quello che è emerso ha confermato i nostri sospetti.
Abbiamo scoperto che kligg.org e vivereacomo.com, cioè il sito web di Spb, sono entrambi registrati su BlueHost.com, una società con sede a Orem (Utah). Da nessuna parte sono indicati i proprietari dei due siti poiché hanno utilizzato il servizio per la privacy di BlueHost.com. Così a questo punto siamo andati sul sito web BlueHost.com e abbiamo utilizzato la funzione "domain check" per kligg.org e vivereacomo.com, in pratica (con il signup) abbiamo chiesto se potevamo registrare kligg.org e vivereacomo.com. Per kligg.org dalla funzione "domain check" abbiamo ottenuto che risulta ancora collegato all'account di vivereacomo.com, quindi i due siti web sono collegati dallo stesso account.
È evidente che vivereacomo e kligg appartengano ad un unico proprietario, tal Sir Percy Blakeney. Ora qual è il problema? C’è incompatibilità tra la carica di redattore di Kilombo e l’essere proprietario di un aggregatore in chiara competizione con Kilombo stesso? Su questo sicuramente ci saranno opinioni divergenti, ma io voglio puntare su un altro aspetto molto inquietante. E’ noto a tutti che a causa dell’ostruzionismo e del divieto di Spb, la comunità di Kilombo non ha potuto supportare il Gay Pride. La cosa strana è che lo stesso Spb, proprietario di Kligg ha fatto campeggiare, nel suo aggregatore personale, un mega banner di sostegno al Gay Pride. Come mai? Perché in Kilombo ha negato l’appoggio al Gay Pride, e in Kligg lo ha messo in grande evidenza?
Due sono le risposte plausibili:
- un odio personale nei confronti del redattore elfo bruno che, a seguito dell’episodio, ha dato le dimissioni;
- la volontà di provocare in Kilombo una nuova e fatale blogwar, in parte riuscita perché ha dato il via a due dimissioni, e a molteplici richieste di fuoruscita da Kilombo.
Sir Percy Blakeney è un recidivo. È noto per aver contribuito alla morte di bloggoverno con l’utilizzo di sistemi a metà strada tra trollaggio e fake. Ora la domanda che pongo ai kilombisti è: come mai Spb entra solo ed esclusivamente nelle community di sinistra per distruggerle?
Di quale arma possiamo fornire Kilombo per difenderlo e salvaguardarlo da simili attacchi subdoli? Basterà l’espulsione di Spb da Kilombo? Io credo di no. Perché questo ambiguo personaggio creerà un nuovo blog con tutti i connotati di sinistra e fra qualche mese, sotto mentite spoglie, si ripresenterà in redazione per farsi accettare nella comunità. La mia proposta è che al momento dell’iscrizione, i blogger dovranno fornire i propri dati anagrafici che saranno tutelati dalla legge sulla privacy.
Concludo scrivendo che se c’è qualcosa di farlocco in Kilombo, questo qualcosa si chiama Sir Percy Blakeney.






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