Kilombo, il mea culpa di Dacia Valent
Sono stata sospesa da Kilombo, perché - per motivi di odio personale - un famigerato fake della rete che fa parte della redazione ha voluto privarmi di uno spazio di discussione, per motivi di odio personale.
Ne fa parte perché un gruppo di kilombisti - persone a mio avviso politicamente un po’ stupide perché tristemente avide di accessi, visto che ripubblicano sul blog del fake i loro pezzi - hanno sostenuto all’epoca la campagna per la sua elezione alla redazione.
Io, grazie ad Allah, all’epoca - seppure pesantemente sollecitata - mi sono sottratta alla logica squadrista, che vedeva un “compagno che secondo me sbaglia” bersaglio della violenza che questi patetici ma pericolosi rossobruni ritengono sia satira, fatti che tutti ormai hanno riconosciuto per quello che sono, e cioè aggressioni di stampo nazifascista, e dichiarai il mio voto per un’altra persona, che si è rivelata un’ottima redattrice.
Questo l’antefatto.
Ma adesso parliamo di quello che sta succedendo, e delle geremiadi di redattori che si dimettono (ElfoBruno e Ciocci) lamentando una violazione della Carta di Kilombo, che sono poi gli stessi che hanno permesso che proprio in Kilombo si consumasse un’aggressione/vendetta virtuale, da parte di due esseri obbrobriosi e infrequentabili - uno dei quali per qualche giorno ancora redattore e iscritto a Kilombo -, nei confronti di alcuni iscritti, come Spartacus Quirinus [aggredito in base alla sua età], me [sospesa], Ricchiuti [sospeso], Stratex [che si è visto cambiare il link al suo meta post], Tisbe [che si è vista cancellare il suo meta post dalla home di Kilombo], e potrei continuare ancora.
Quando ho contattato la redazione attuale, sia collettivamente sia uno per uno, se ne sono altamente sbattuti.
Molti di noi hanno aspettato che questa redazione - di cui una parte si dimentte su questioni legate al Gay Pride solo perché li riguardano direttamente - dicesse qualcosa delle violazioni eclatanti della Carta di Kilombo [per esempio la sospensione non è prevista, così come non è previsto che un rdattore modifichi i meta-post], e abbiamo atteso invano.
Oggi, si dimettono.
L’unica cosa che mi viene in mente è di dare loro la mia solidarietà, parafrasando il pastore Niemoeller:
"Prima vennero per gli anziani, e io non dissi nulla perché non ero anziano.
Poi vennero per i negri, e io non dissi nulla perché non ero negra.
Poi vennero per gli albanesi, e io non dissi nulla perché non ero albanese
Poi vennero per i Rom e i Sinti , e io non dissi nulla perché non ero Rom né Sinti.
Poi vennero per gli ebrei, e io non dissi nulla perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa".
Ma Kilombo è stato per alcuni, anzi, molti di noi un sogno.
Quello di raccordare politicamente il web di sinistra, quello di dare una voce ai senza voce, quello di fornire ai compagni un’agorà dove dibattere, quello di edificare un’arena dove discutere, quello di costruire un bistrot dove dialogare, uno spazio virtuale dove coordinare gli sforzi ed essere parte della soluzione e non parte del problema.
Kilombo ha smesso di essere tutto questo, quando alla redazione sono state elette persone politicamente lontane dalla sinistra quanto Plutone lo è dal Sole: Francesco Costa e Valerio Pieroni, che stanno nel PD solo perché è lì che è confluito il democristianesimo in cui si riconoscevano prima dell’implosione di quel partito. Nulla da dire sulla loro capacità e coerenza come blogger, solo non sono di sinistra.
Ha conosciuto tempi bui con l’abuso delle chiavi di redazioni da parte di Spartacus Quirinus e di Karletto Marx.
Io ho di volta in volta difeso il diritto di parola e il diritto di cittadinanza in Kilombo di ognuno di loro.
Ma Kilombo è sprofondato in una melma disgustosa con l’elezione di Spb. Un fake conclamato, mille personalità la servizio del nulla: dall’ebreDavid Ecksteino che giustificava l'antisemitismo di una squinternata a Franca Brambilla, ai vari Fabio, Bob, e altri commentatori del sito della squilibrata sporcacciona che non cito per evitare di sporcare ulteriormente questo blog.
E a questo punto mi accorgo di dovere delle scuse a tutti i compagni, a tutti quelli che credono che questo possa essere il laboratorio della sinistra del web e non una malinconica vetrina dove parlare del deficit di democrazia nella nazione lasciando che la democrazia del nostro microcosmo - cioè Kilombo - vada letteralmente in pezzi.
Mi sono accorta che la troppa democrazia è difficile da comprendere da chi la vive come qualcosa di dovuto o di scontato, e non qualcosa da garantire quotidianamente, con azioni e - nel nostro caso - parole.
E queste, sono le mie, di parole. Perché non potrò votare. Ma se potessi farlo, voterei per Guido Allegrezza, www.lampidipensiero.wordpress.com.
Dacia Valent
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