Ddl editoria, è allarme nella blogosfera

venerdì, 19 ottobre 2007


Gli antefatti sono questi: il 12 Ottobre il governo ha approvato e mandato all'esame del Parlamento il testo destinato a cambiare le regole del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. Si tratta di un disegno di legge complesso: 20 pagine, 35 articoli.

In particolare la blogosfera è terrorizzata dall'Articolo 6 del disegno di legge, nel quale c'è scritto che deve iscriversi al ROC (Registro Unico per gli Operatori della Comunicazione), chiunque compia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma alcuni tra i certificati necessari richiedono il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. Si evince che prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.
A dare l'allarme, attraverso le pagine del suo blog il solito Beppe Grillo, seguito a ruota da tutta la blogosfera.
Il blog Cattivamaestra lancia un banner ed una campagna di sensibilizzazione per bloccare il cammino del Ddl Levi. E' possibile anche firmare una petizione di protesta.
Io sono scettica sui reali contenuti del Ddl, però credo che la libertà di espressione e di pensiero vada salvaguardata ad ogni costo, ed è meglio prevenire che curare. Facciamo in modo che i nostri blog non vengano imbavagliati.

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